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OLIO D’OLIVA E PREVENZIONE CARDIOVASCOLARE

Pubblicato: 8 Gennaio 2019 Categoria: Alimentazione e Salute

L’olio extravergine di oliva è un vero “nettare”, una delizia per il palato, che, anche con sole poche gocce è in grado di impreziosire ogni ricetta, ma non solo. Infatti, alle innumerevoli proprietà benefiche dell’olio, prodotto grazie alla spremitura delle olive, viene inserito nell’alimentazione quotidiana che porta numerosi vantaggi, sebbene un uso smisurato sia del tutto sconsigliato soprattutto per coloro che devono seguire una dieta povera di calorie e grassi.

Per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo, invece, il consumo di olio d’oliva è indicato entro determinati limiti, ma i benefici riguardano anche la riduzione dei rischi di sviluppo di alcune patologie come l’arteriosclerosi e il morbo di Alzheimer.

Altri potenziali vantaggi derivati dal consumo di olio d’oliva come condimento riguardano la prevenzione di varie tipologie di tumori, compreso quello del colon, così come di altre malattie che colpiscono l’apparato gastrointestinale e lo stesso diabete. Alcuni studi, inoltre, sembrano evidenziare l’utilità dell’olio d’oliva per tutelare la salute delle arterie e del cuore.

Inoltre, condire gli alimenti con l’olio d’oliva usato crudo può rappresentare un valido rimedio per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

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Olio d’oliva e prevenzione cardiovascolare

Prevenzione ed uso dell’olio d’oliva per :

  • Ipertensione
  • Rischio Trombotico
  • Dislipidemia
  • Aterosclerosi
  • Patologia Coronarica

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna di essa:

Olio d’oliva e Ipertensione

L’alta pressione sanguigna, nota come ipertensione, è un disturbo che colpisce numerose persone in Italia e nel mondo. Si tratta di una patologia che va tenuta monitorata sotto stretto controllo medico perché, se trascurata, può favorire malattie pericolose.

A volte una pressione alta del sangue non dà origine a chiari ed evidenti sintomi, per questo le persone più a rischio vanno tenute controllate. Uomini e donne in sovrappeso, di età superiore ai 65 anni, che seguono una dieta ricca di sale e che fanno poco esercizio fisico devono periodicamente verificare il livello di pressione sanguigna. Gli esperti suggeriscono alle persone sopra i 40 anni di misurare la pressione almeno una volta all’anno o più spesso in caso di fattori che possono favorire l’ipertensione.

E’ importante evitare di fumare e consumare alcoolici, fare esercizio fisico regolare, perdere il peso in eccesso e non sottoporre il proprio corpo ad eccessivi livelli di stress.

Ci sono poi importanti raccomandazioni riguardanti l’alimentazione: innanzitutto è consigliato seguire una dieta mediterranea, ricca di olio di oliva, aglio, frutta, verdura, noci e latticini a basso contenuto di grassi, proteine fornite attraverso l’assunzione di pesce e pollo, limitando il più possibile la carne rossa. Questo tipo di dieta favorisce l’assunzione di potassio, calcio, magnesio, vitamine antiossidanti e fibre, che aiutano a far diminuire una pressione sanguigna troppo alta.

Gli esperti suggeriscono che solo l’aggiunta di due cucchiai di olio extravergine d’oliva alla nostra dieta ogni giorno può abbassare la pressione sanguigna in modo consistente entro 8 settimane.

L’introduzione della barbabietola, ricca fonte di nitrati, nei nostri pasti ha un potente effetto di dilatazione dei vasi sanguigni ed aiuta ad abbassare la pressione sanguigna. L’effetto è lo stesso sia che la mangiamo cotta o cruda o se beviamo il suo succo; ricerche mostrano che funziona meglio di alcuni farmaci anti-ipertensivi.

Ridurre l’assunzione di sale può ridurre la ritenzione di liquidi, migliorare l’elasticità delle arterie e aiutare a portare la pressione del sangue verso il basso.

Gli esperti dicono che il magnesio aiuta a rilassare le arterie e ad abbassare la pressione arteriosa proteggendo contro la calcificazione delle arterie coronarie.

Una ricerca che ha coinvolto oltre mezzo milione di persone avrebbe dimostrato che le persone con le più alte assunzioni giornaliere di magnesio hanno il 33 per cento in meno di probabilità di avere un attacco di cuore o un ictus rispetto alle persone con assunzioni più basse. Le fonti dell’alimento includono noci, semi, foglie verde scure, fagioli, pesce, cereali integrali e cioccolato fondente.

Aumentare i livelli di calcio contenuto nei latticini, foglie verdi scure, cereali integrali e altri alimenti ricchi di calcio abbassa la pressione sanguigna, oltre ad offrire una certa protezione contro le complicanze oculari associate all’ipertensione.

Quando aumentiamo l’assunzione di calcio, è importante assicurarsi di avere anche buone assunzioni di vitamina D, vitamina K e magnesio in modo che il calcio venga elaborato correttamente nel corpo. Anche la vitamina D prodotta nella pelle durante l’esposizione al sole ha un effetto ipotensivo e può ridurre il rischio di ictus.

Olio d’oliva e Rischio Trombotico

Per ottenere effetti antitrombotici, numerosi studi suggeriscono che una dieta con pochi grassi o a base di grassi vegetali, sia preferibile ad una dieta con molti grassi, in particolare se di tipo saturo. Considerato che la Dieta Mediterranea rispecchia queste caratteristiche, è consigliabile nella prevenzione della trombosi.

L’olio di oliva contiene una proteina che è in grado di proteggerci dalle malattie cardiovascolari perché inibisce la formazione di aggregazioni di piastrine che possono portare a trombosi che, nel cervello o nel cuore, provocano ictus, morte o infarti.

L’olio extra vergine d’oliva è un vero e proprio elisir di salute non solo per la presenza di fenoli, antiossidanti e regolatori di agenti trombotici. Lo stress ossidativo post prandiale per il nostro corpo, inoltre, aumenta con i grassi saturi ma diminuisce con quelli monoinsaturi, come l’acido oleico.

La trombosi infatti, consiste nella formazione di trombi all’interno dei vasi sanguigni, provocandone l’occlusione e ostacolando così la normale circolazione sanguigna. Ne esistono di due tipi, arteriosa o venosa. Le seconde sono maggiormente frequenti e interessano prevalentemente gli arti inferiori. I trombi possono anche essere in relazione con l’aterosclerosi.

La trombosi risulta essere la terza malattia cardiovascolare più frequente. Questa scoperta, secondo i ricercatori, potrà aiutare nella prevenzione di malattie cardiovascolari. Anche una corretta alimentazione può aiutare il nostro corpo a evitare eventuali rischi. Impariamo a controllare i nostri livelli di colesterolo, e cerchiamo di non assumere alimenti ricchi di grassi saturi.

Carne rossa, formaggi grassi e fritti sarebbero da limitare. Via libero a frutta, verdura, carne bianca, pesce, il tutto arricchito da 1-2 cucchiai di olio extra-vergine di oliva.

Olio d’oliva e Dislipidemia

Con il termine generico dislipidemia si indicano le alterazioni della quantità di lipidi circolanti nel sangue, in particolare del colesterolo, dei trigliceridi, dei fosfolipidi, assai più frequentemente in aumento (ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperfosfolipidemia), più raramente in diminuzione.

La dislipidemia è una qualsiasi condizione clinica nella quale sono presenti nel sangue elevate concentrazioni di lipidi. Le dislipidemie sono uno dei principali fattori di rischio cardiovascolare.

L’olio extravergine di oliva
consumato crudo, in modo da preservarne tutte le qualità nutrizionali, ha effetti protettivi nei confronti delle dislipidemie (è in grado di ridurre il colesterolo cattivo, LDL, a favore di quello buono, HDL) e dell’aterosclerosi, riducendo tra l’altro il rischio di infarto e ipertensione, ed è in grado di rallentare l’invecchiamento , soprattutto per la composizione in acidi grassi e vitamine (in particolare E, A, D e K); inoltre sembra anche possedere proprietà antidiabetiche e antitumorali.

Non esiste alcun sintomo legato all’eccesso di colesterolo di per sé. Le dislipidemie sono un fenomeno silente fino a quando non provocano patologie a livello degli organi bersaglio: circolo cerebrale, vasi retinici, coronarie, vasi renali, arterie periferiche. In sostanza si può dire che i sintomi della dislipidemia sono quelli delle sue complicazioni cardiovascolari.

Il più delle volte è dopo anni di evoluzione di una dislipidemia misconosciuta o non sottoposta a misure preventive adeguate (o a trattamenti appropriati se già nota) che alcun sintomi o patologie conclamate si manifestano: angina pectoris, infarto, ischemia cerebrale, retinopatia aterosclerotica, claudicatio intermittens per arteriopatia obliterante degli arti inferiori, ecc.

Le dislipidemie possono essere congenite o acquisite. Nel primo caso si tratta di malattie ereditarie dovute ad alterazioni dei geni che regolano il metabolismo delle lipoproteine. Ne esistono di diversi tipi e sono piuttosto frequenti. Si calcola che nella popolazione generale ne soffra circa una persona su 10. Le dislipidemie acquisite, invece, possono essere la conseguenza di altre patologie (per esempio, diabete e obesità), ma, più spesso, sono il risultato di una dieta scorretta (troppo ricca di grassi e/o ipercalorica). Quale che sia la causa, valori sballati di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue (vedi box) rientrano a pieno titolo tra i più importanti fattori di rischio cardiovascolare, rischio che è ulteriormente amplificato se ad essi si associano ad altre condizioni di rischio, come la pressione alta, il diabete o il fumo.

Si possono adottare alcune Misure non farmacologiche: alimentazione povera di grassi di origine animale (carni rosse, formaggi, uova); uso preferenziale di oli vegetali (olio di oliva extravergine in primis) con un rapporto acidi grassi monoinsaturi-polinsaturi/acidi grassi saturi a favore dei primi; dieta ipocalorica se è presente sovrappeso-obesità; pesce (soprattutto azzurro); ridotto uso di zuccheri semplici; adeguato consumo di frutta e verdure; moderato consumo di vino; riduzione del sale e dei cibi del commercio che ne sono ricchi (insaccati, affettati, sottaceti, scatolame, formaggi fermentati e/o stagionati); attività fisica moderata e continuativa di tipo aerobico; abolizione del fumo di sigarette; riduzione dello stress.

Olio d’oliva e Aterosclerosi

L’olio extravergine di oliva non è solo un prezioso condimento ma anche un alimento indispensabile per la nostra salute perché contrasta l’aterosclerosi e contribuisce al benessere del cuore e delle arterie in modo sano e naturale. Scopriamo insieme quali sono le principali cause di questa patologia e come mai l’olio extravergine è così prezioso nella sua prevenzione .

L’aterosclerosi è una delle malattie più diffuse nei paesi industrializzati, nei quali rappresenta la principale causa di morte. Il rischio di ammalarsi è più o meno lo stesso per gli uomini americani e finlandesi, mentre è molto più basso per gli uomini mediterranei che, tra i grassi consumati, includono un alto percento di olio di oliva.

Olio extravergine di oliva e l’aterosclerosi sono perciò strettamente collegati. Il suo utilizzato in sostituzione dei grassi animali, riduce notevolmente la presenza di colesterolo LDL nei nostri vasi sanguigni e lo va a sostituire con il colesterolo HDL che abbiamo detto essere il colesterolo “buono”. Grazie alle loro proprietà i migliori oli extravergine riescono anche a fornire al nostro organismo una quantità adeguata di grassi, fondamentali per il nostro benessere fisico. Infine dobbiamo sottolineare che degustare olio d’oliva abitualmente riduce notevolmente le pressione arteriosa del sangue che a livelli elevati può causare malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi.

L’olio di oliva è ipocolesterolemico: riduce l’assorbimento intestinale del colesterolo contenuto nei cibi e, dato l’elevato contenuto dei polifenoli, “pulisce” il sangue e i vasi sanguigni.

È proprio il caso di dirlo, l’olio extravergine è un prezioso alleato di cuore e arterie. Non c’è medicina migliore che sostituirlo ai grassi animali che usiamo ogni giorno in cucina e condurre uno stile di vita sano ed equilibrato per combattere l’aterosclerosi.

Olio d’oliva e Patologia Coronarica

La patologia coronarica (anche nota come cardiopatia ischemica) deriva dall’accumulo di placche nelle arterie coronarie. Queste arterie portano il sangue ossigenato al muscolo cardiaco.

Le placche restringono le arterie coronarie e riducono il flusso di sangue al cuore. Quest’accumulo aumenta anche le probabilità che si formino coaguli (trombi) nelle arterie. I trombi possono bloccare il sangue del tutto o parzialmente.

Se il flusso sanguigno al muscolo cardiaco è ridotto o bloccato, possono insorgere crisi di angina (dolore o fastidio toracico) o un infarto cardiaco.

Le placche possono anche formarsi nelle arterie del cuore più piccole. Si parla in questo caso di malattia microvascolare coronarica. Nella malattia microvascolare, le placche non ostruiscono completamente le arterie come nel caso precedente.

Per prevenire la malattia coronaria è quindi fondamentale scegliere uno stile di vita sano: non fumare, non ingrassare, mangiare in modo sano e cercare di evitare gli stress, controllare la pressione arteriosa, il diabete ed il colesterolo. Tutto ciò significa eliminare i “fattori di rischio modificabili”, cioè le situazioni che possono danneggiare le coronarie e su cui noi possiamo fare qualcosa. Perché purtroppo esisto fattori ereditari, familiari su cui non possiamo fare niente. Se un nostro parente stretto: padre, madre, fratelli o zii hanno avuto un infarto aumenta il rischio che venga anche a noi. Se siamo in questa condizione di “rischio ereditario” occorre fare ancora più attenzione ai fattori di rischio correggibili .

Smettere di fumare è la soluzione migliore per evitare che le coronarie si ammalino. Il fumo riduce la quantità di ossigeno che arriva al cuore, favorisce l’accumulo di grasso sulle pareti delle coronarie e aumenta la probabilità di infarto. Anche Se in passata già si è tentato di smettere senza successo non ci si deve arrendere. Molti fumatori hanno tentato anche 4 – 5 volte prima di aver successo.

L’esercizio fisico ha un ruolo essenziale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e può aumentare l’aspettativa di vita da 3,4 a 4,5 anni. È stato dimostrato, infatti, che dedicare solo 30 minuti al giorno all’attività di moderata intensità, almeno tre volte a settimana, fa una bella differenza nei fattori di rischio degli adulti inattivi.

Inoltre, i ricercatori hanno evidenziato che una regolare camminata veloce può essere estremamente efficace nella prevenzione delle malattie coronariche, rispetto alla corsa.