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I Benefici dell’Olio d’Oliva sul Sistema Nervoso

Pubblicato: 21 Novembre 2019 Categoria: Alimentazione e Salute

OLIO-D’OLIVA-E-SISTEMA-NERVOSO

L’olio d’oliva è un alimento dalle innumerevoli proprietà benefiche, tra quelle più importanti ricordiamo che riduce l’infiammazione, protegge da alcuni tipi di tumore, è benefico per il cuore, riduce il rischio di diabete e sindrome metabolica e previene demenza senile e morbo di Alzheimer. L’olio extravergine di oliva è anche un prezioso alleato per il benessere gastrointestinale, infatti il suo consumo abituale è utile per combattere costipazione e stipsi, grazie al suo potenziale lassativo.

Olio d’oliva fa bene al sistema nervoso

Consumare olio d’oliva quotidianamente apporta i seguenti benefici:

  • Rallenta il fisiologico processo di invecchiamento del sistema nervoso
  • Ha un ruolo chiave nella prevenzione delle demenze
  • Riduce il naturale declino cognitivo del cervello
  • secondo alcuni studi scientifici scozzesi, inoltre, il regolare consumo di olio EVO si associa a una riduzione dell’incidenza di tumori al cervello.

Olio d’oliva: un alleato contro l’invecchiamento del sistema nervoso

L’alimentazione è importante in ogni fase della vita, soprattutto nella terza età: un momento delicato in cui l’aiuto in più per mantenersi sani ed in forma arriva direttamente dalle nostre tavole, soprattutto grazie alle sostanze antiossidanti contenute in frutta e verdura e nell’olio extravergine di oliva.

L’olio d’oliva è dotato di innumerevoli sostanze benefiche: è infatti ricco di polifenoli, vitamina E e carotenoidi che combattono lo stress ossidativo, rallentando l’invecchiamento cellulare. Inoltre è estremamente digeribile, aiuta il corretto funzionamento del fegato, dell’intestino e diminuisce il colesterolo “cattivo”. L’olio extravergine riduce il rischio d’insorgenza di malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi in virtù dello smaltimento dei suoi acidi grassi i quali, non depositandosi, non vanno ad ostruire i vasi sanguigni.

ll consumo di olio è indicato nell’anziano proprio perché spesso inappetente. La perdita dell’appetito è un sintomo comune della terza età dovuto a innumerevoli fattori fra i quali i problemi legati alla masticazione. La dentatura imperfetta o la presenza di protesi  possono provocare infezioni al cavo orale, costringendo la persona a mangiare cibi frullati oppure molto cotti, che non stimolano il senso dell’appetito e riducono le capacità digestive. L’olio extravergine d’oliva è utile proprio perché:

  • rende appetibili le verdure, apportatrici di vitamine, sali e fibre che spesso gli anziani tendono a non ingerire per la difficoltà di masticazione e digestione;
  • rende più appetibili e morbidi tutti gli alimenti, favorendone la deglutizione e l’assorbimento;
  • rappresenta un alleato dell’apparato digerente perché è l’olio più digeribile e ha un blando effetto lassativo che contribuisce a ridurre la costipazione tipica dell’età anziana;
  • è un alimento che fornisce energia e calorie “buone” utili ad evitare il calo di peso causato dall’inappetenza.

Inoltre l’olio d’oliva sembrerebbe limitare la decalcificazione ossea dovuta all’invecchiamento, con riduzione del rischio di fratture.

L’olio extravergine di oliva è un alimento versatile per tutte le età e gli usi: dall’alimentare al cosmetico, l’olio extravergine aiuta ad invecchiare bene. L’olio extravergine d’oliva  deve essere sempre di qualità, che sia portato a tavola o impiegato nello skincare come ingrediente principe di creme antirughe, scrub o latti detergenti. La cosmesi a base di olio per il viso, la pelle o per i capelli è un ottimo alleato della bellezza grazie alle notevoli capacità idratanti, protettive ed emollienti dell’extravergine.

Grazie all’azione antiossidante dell’acido oleico, dei polifenoli e del tocoferolo, l’olio extravergine d’oliva continua, in età adulta, a svolgere un’azione benefica sul sistema nervoso, preservandoci dalle malattie legate al rallentamento e al deterioramento delle funzioni cerebrali, come depressione e morbo di Alzheimer.

Olio d’oliva ingrediente chiave per la prevenzione delle demenze

L’olio extravergine di oliva protegge il nostro cervello, aiutandolo a eliminare scorie molto pericolose e riducendo il rischio di insorgenza di malattia di Alzheimer e altre malattie neurodegenerative.

L’estratto derivato dalle olive può fornire protezione contro le malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer, secondo uno studio pubblicato sul “Journal of Agricultural and Food Chemistry“.

Alcuni ricercatori hanno esaminato l’effetto di vari antiossidanti tra cui l’idrossitirosolo, contenuto nell’olio extravergine di oliva, ed hanno dimostrato che ha rilevanti effetti positivi per la salute tra i quali:

  • la riduzione del colesterolo
  • la prevenzione del cancro

La stessa Dieta Mediterranea allunga la vita e protegge da diverse malattie, inclusa la demenza. In particolare, secondo alcuni ricercatori americani della Temple University di Philadelphia guidati dall’italiano Domenico Praticò il consumo costante di olio evo, componente fondamentale della dieta mediterranea insieme a cereali, verdura, frutta, pesce e (in minor misura) carne, mette al riparo dal declino cognitivo.

Lo studio, condotto su animali, è stato pubblicato su Annals of Clinical and Translational Neurology.

In particolare l’Olio Evo aiuta a mantenere salde memoria e capacità di apprendimento. Inoltre riduce la formazione di placche beta-amiloidi (accumuli di proteina precursore della beta-amiloide) e grovigli neurofibrillari (reti formate da filamenti di proteina tau fosforilata all’interno dei neuroni), due marcatori tipici del morbo di Alzheimer.

Gli scienziati hanno utilizzato cavie da laboratorio geneticamente modificate per sviluppare caratteristiche chiave dell’Alzheimer:

  • compromissione della memoria
  • comparsa di placche senili
  • ammassi neurofibrillari

Sono stati creati due gruppi di topi, al primo è stata somministrata una dieta comune, al secondo un’altra arricchita di olio extravergine. Anche se a un primo sguardo non era apparsa alcuna differenza fra i due gruppi di roditori, nel giro di 9-12 mesi gli effetti erano ben visibili.

I topi cui era stato assegnato l’olio d’oliva avevano ottenuto risultati molto migliori nei test della memoria e nelle abilità di apprendimento. L’esame istologico condotto sul tessuto cerebrale ha inoltre evidenziato un’integrità sinaptica migliore e una riduzione dei livelli di placche amiloidi e proteina tau. In pratica, l’olio extravergine di oliva avrebbe protetto questi animali dalle conseguenze della neurodegenerazione.

I benefici nei confronti del cervello erano stati rivelati anche da un altro studio, condotto recentemente a Edimburgo, secondo cui l’olio sarebbe in grado di fermare alcuni tipi di tumori al cervello. Alleato della mente, quindi, ma anche del cuore,del seno e utile nella gestione del diabete.

Olio d’oliva e rallentamento del declino cognitivo

L’olio d’oliva è un componente importante della dieta Mediterranea, la quale sembra essere utile nel contrastare la malattia di Alzheimer. È stato quindi condotto uno studio il cui obiettivo era esaminare l’associazione tra l’uso di olio di oliva, deficit cognitivi e declino cognitivo in una vasta popolazione anziana. La ricerca, che ha avuto una durata di 4 anni, è stata effettuata in 3 città della Francia e sono state coinvolte 6.947 persone. A tutti i partecipanti sono stati somministrati un breve questionario sulle abitudini alimentari e diversi test cognitivi. I soggetti sono stati suddivisi in 3 gruppi, a seconda della frequenza e del modo in cui utilizzavano l’olio d’oliva: coloro che non ne facevano uso, chi ne faceva un uso occasionale e chi ne faceva un uso quotidiano.

I risultati mostrano che coloro che facevano uso di olio d’oliva avevano una probabilità minore di incorrere in alcuni deficit cognitivi legati al linguaggio e alla memoria visiva; nella valutazione del declino cognitivo al termine dei 4 anni si è visto che chi utilizzava l’olio in modo intensivo aveva benefici significativi per la memoria visiva, ma non per il linguaggio.

Questi primi risultati, seppur positivi, in quanto mettono in luce l’importanza potenziale dell’olio d’oliva nella dieta mediterranea e dei suoi effetti benefici sulla salute, vanno approfonditi da ulteriori studi, come suggerito dagli stessi autori.

Olio d’oliva e cancro al cervello (studio scozzese)

Ricercatori scozzesi hanno dimostrato, per ora solo in laboratorio, che il prezioso olio extravergine d’oliva possa prevenire la formazione di alcuni tipi di tumore al cervello

L’olio extravergine di oliva ha davvero un numero notevole di benefici per la nostra salute. È ricco di potenti antiossidanti che rallentano l’invecchiamento, fa bene alla salute di cuore e arterie, stimola importanti funzioni biologiche. Insomma un vero e proprio scrigno di benessere. L’unico limite è il numero di calorie. Comunque è così importante assumerlo che almeno un paio di cucchiai al giorno dovremmo “mangiarli” tutti.

Ora un nuovo studio, condotto dall’Università di Edimburgo e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Molecular Biology, ha messo in luce la possibilità che uno degli alimenti più apprezzati del mondo abbia un’altra importante proprietà. Un composto dell’olio di oliva potrebbe aiutare a prevenire lo sviluppo di tumori al cervello. Si tratta dell’acido oleico, contenuto in realtà anche nell’avocado, che stimola la produzione di una molecola, la cui funzione è quella di prevenire la formazione di proteine che causano il cancro. La molecola al centro dello studio è la miR-7. I ricercatori scozzesi hanno riscontrato che l’acido oleico impedisce a una proteina cellulare, conosciuta come MSI2, di arrestare la produzione di miR-7. Così questa componente dell’olio d’oliva supporta la produzione di miR-7, che aiuta a prevenire la formazione dei tumori. La ricerca è stata svolta con test in laboratorio su modelli cellulari.

«Non possiamo ancora dire che l’olio di oliva nella dieta aiuti a prevenire il cancro del cervello.  Tuttavia i nostri risultati suggeriscono che l’acido oleico possa sostenere la produzione di molecole che sopprimono il tumore nelle cellule in laboratorio- spiega il dottor Gracjan Michlewski, tra gli autori dello studio- ulteriori ricerche potrebbero contribuire a determinare il ruolo che l’olio d’oliva può avere nella salute del cervello».