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IL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA DEL MONDO

Pubblicato: 27 Novembre 2018 Categoria: Alimentazione e Salute

L’olio extravergine d’oliva più buono del mondo? È italiano.


L’Italia è una nazione fortemente olivicola e la maggior parte dell’olio italiano proviene dal sud della penisola (85% del totale): Puglia, Calabria, Campania e Sicilia
.

L’olio extravergine d’oliva, anche conosciuto come olio EVO, è un olio alimentare estratto dai frutti dell’olivo ed è un alimento tipico dell’area mediterranea: un prodotto pregiato ed antichissimo, dall’alto valore economico. L’olio extravergine d’oliva lo troviamo come alimento principe nella rinomata dieta mediterranea che, grazie alla quantità di acidi grassi monoinsaturi in esso contenuti, risulta un prodotto importante per il benessere dell’organismo.

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IL MIGLIOR OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA DEL MONDO

Andiamo ad analizzare i principali Oli Extravergine di Oliva del mondo e in Italia, ovvero:

  • Qual è il miglior olio del mondo
  • Olio Extravergine d’oliva migliore d’italia
  • Olio Extravergine d’oliva campano
  • Olio Campano DOP Irpinia Colline dell’Ufita
  • Olio Extravergine d’oliva toscano
  • Olio Extravergine d’oliva pugliese
  • Olio Extravergine d’oliva siciliano

Qual è il miglior olio del mondo

Quando si parla di olio non esiste una regione di provenienza migliore dell’altra. Esistono tecniche virtuose di gestione dell’oliveto, della raccolta, della trasformazione e della conservazione che permettono di ottenere un prodotto di qualità. Gli oli buoni, insomma, sono quelli fatti bene. In Italia abbiamo degli ottimi oli e una grande scelta di varietà di olive, una biodiversità che ci permette di avere dei gusti più particolari.

Le differenze tra gli oli extravergine di oliva prodotti in Italia e quelli degli altri paesi risiedono tutte nella presenza di un particolare patrimonio chimico, costituito da un centinaio di molecole, posseduto dal prodotti italiano ma non da quello estero che concorre alla formazione del suo gusto e delle sue caratteristiche organolettiche.

È, quindi, il territorio che fa la differenza, come dimostra la concentrazione della produzione di olio in alcune specifiche zone d’Italia: la Puglia è la regione da cui proviene la maggior parte delle olive destinate alla produzione dell’olio (38%), seguita dalla Calabria (22%), dalla Sicilia e dalla Campania (9%) e dal Lazio (5%).

Se sul piano dei volumi di produzione di olio d’oliva l’Italia non raggiunge il vertice, è però vero che parlando di qualità il discorso cambia. Nessun altro Paese può vantare il patrimonio di biodiversità, cultura e certificazioni presente in Italia.

Le radici di questa storia affondano in Medio Oriente. In Palestina sono stati rinvenuti i frantoi piu antichi, risalenti a parecchi millenni prima di Cristo. Si diffuse poi in Egitto, a Creta, nell’Attica e in tutto il bacino Mediterraneo grazie a Fenici, Greci e Cartaginesi. Infatti sono stati i Greci a introdurlo in Italia intorno al 1000 a.C.,e gli Etruschi a coltivarlo e a dare il nome al suo frutto più prezioso: “ELEIVA”, l’Olio.

I Romani hanno poi diffuso le tecniche di coltivazione, spremitura e conservazione in tutti i paesi conquistati. Nel corso dei secoli gli oliveti sono così diventati una caratteristica del nostro paese. Come dimostrano gli utensili e i reperti archeologici portati alla luce nel corso degli anni, l’olio è sempre stato presente negli usi e nei riti della realtà quotidiana.

Oggi per noi l’olio è soprattutto un prezioso alimento, sano, genuino, saporito e immancabile condimento su tutte le nostre tavole tipico della cucina Mediterranea. Da qui proviene il nostro olio, prelibato sapore del nostro presente e frutto dell’esperienza del passato.

Olio Extravergine d’oliva migliore d’italia

L’olio extravergine di oliva Italiano conserva tutto l’antico sapore nato da una sapienza remota e proveniente da una storia lunga che conserva il segreto della genuinità e della prelibatezza di un olio extravergine puro e pregiato, perchè le cose migliori sono sempre le più semplici e le più naturali.

Ogni olio è legato ad un proprio territorio, e sintetizza quindi ogni cultivar (varietà) autoctona di olive da cui è prodotto. Esistono centinaia varietà di olive, che hanno forma e dimensioni differenti e sono caratterizzate da un diverso rapporto tra nocciolo e polpa e quindi da un contenuto medio di olio variabile. La loro produttività dipende da moltissimi fattori, climatici e colturali, che determinano la piena produzione.

Per Olio Extravergine di Oliva (EVO) si intende un olio ottenuto dalla spremitura delle olive, frutto della pianta Olea europea Leccino (meglio conosciuta come ulivo). I processi di estrazione dell’olio extravergine di oliva possono avvenire solo in maniera meccanica, senza l’utilizzo di prodotti chimici.

Per difendersi dalla contraffazione sono stati istituiti i marchi di Denominazione di Origine Protetta (DOP) e di Indicazione Geografica Protetta (IGP), che prevedono l’utilizzo di tecniche tradizionali e norme restrittive e severe (il cui rispetto è garantito da un organismo indipendente di controllo), con l’intento di garantire un prodotto di qualità superiore. Con questa garanzia è possibile scegliere il vero olio extra vergine italiano rintracciando la sua vera origine certificata e di alta qualità dalla prima filiera olivicola.

La qualità di un olio di oliva dipende da molti fattori: la cultivar, lo stato dell’olivo e del frutto al momento della raccolta, la tecnologia seguita nella produzione, nella raccolta e nell’estrazione, le condizioni di conservazione.

Per ottenere il massimo della qualità e della specificità organolettica, vengono impiegate tecnologie all’avanguardia, senza dimenticare le tradizioni e le specificità locali.

L’olio di oliva per chiamarsi vergine deve essere ottenuto dal frutto dell’ulivo soltanto mediante processi meccanici, in condizioni, soprattutto di temperatura, che non causino alterazioni dell’olio. Un olio di oliva “extra vergine” deve avere un contenuto di acido oleico (grado di acidità) inferiore al 0,8%.

Olio Extravergine d’oliva campano

L’Olio Campano è prodotto da sole olive autoctone campane. In questa regione le varietà sono oltre 60, quelle più diffuse sono: Ravece Ogliarola nell’avellinese; RacioppellaOrtolanaOrtice, nel beneventano; Caiazzana nel casertano; Pisciottana e Rotondella, nel salernitano. La coltivazione dell’ulivo copre circa 73.000 ettari di superficie, si posiziona al sesto posto per la produzione di Olio Extra Vergine di Oliva in italia.

L’olio Extra Vergine di oliva campano, ha una storia millenaria, simbolo della dieta mediterranea, ottenuto da olive raccolte su alberi alti da 4 a 8 metri, essi rappresentano e caratterizzano il paesaggio agricolo dell’intero territorio.

In Campania ci sono quattro aree a Denominazione di Origine Protetta (DOP):

  • Colline salernitane” DOP
  • “Cilento” DOP
  • “Penisola sorrentina” DOP
  • Irpinia Colline dell’Ufita” DOP

Contedoro, frantoio oleario dal 1927, produce olio extravergine di oliva a denominazione di origine protetta “Irpinia colline dell’ufita” DOP, segue il disciplinare di produzione che prevede almeno l’85% di olive Ravece e il 15% Ogliarola. La presenza di queste varietà nell’avellinese risalgono all’epoca romana, presenti prevalentemente nell’arianese che è cuore della produzione olivicola Irpina e dell’olio extravergine campano.

Il monocultivar Ogliarola si apre all’olfatto con profumi freschi di oliva verde, evidenziando note di mela, carciofo e mandorla, al gusto si presenta inizialmente dolce, per esplodere in un secondo momento ad un amaro e piccante intenso con una punta sottile di astringenza.

Il monocultivar Ravece, invece, all’olfatto regala note molto intense con sentori di erba appena falciata, foglia di pomodoro, mela e carciofo, in totale armonia con il gusto, centrato su amaro e piccante, arricchiti da impressioni di verdura come la cicoria. Apprezzabile nella struttura e per la dinamicità nel percorso gustativo.

Olio Campano DOP Irpinia Colline dell’Ufita

L’olio DOP Irpinia Colline dell’Ufita, è ottenuto da olive di varietà “Ravece” per non meno del 60%, “Ogliarola”, “Marinese”, “Olivella”, “Ruveia”, “Vigna della Corte” da sole o congiuntamente in misura non superiore al 40%; eventualmente, “Leccino” e “Frantoio” in misura non superiore al 10%. La zona di produzione è quella relativa a tutto il territorio in provincia di Avellino. I suoli su cui vegetano gli oliveti sono terreni di origine calcarea, marnosa o argillosa. La produzione massima non supera i 30Kg per pianta. La raccolta viene effettuata all’inizio dell’invaiatura, tra Ottobre e Dicembre di ogni anno ad eccezione della Marinese e Leccino che dev’essere raccolta non oltre il 10 Novembre. Le olive devono essere molite entro 48 ore dalla raccolta.

L’olio DOP Irpinia colline dell’Ufita presenta un colore che va dal giallo paglierino al verde intenso. Il gusto e l’aroma sono definiti così:

  • Descrittore * Mediana
  • Difetti 0
  • Fruttato di oliva 3 – 6
  • Amaro 2 – 6
  • Piccante 2 – 6
  • Pomodoro 2 – 5

E’ confezionato in bottiglie di vetro scuro, ceramica e terracotta smaltata o recipienti in banda stagnata di capacità non superiore a litri 5.

La produzione, dalla raccolta al prodotto finale, avviene nei seguenti comuni dell provincia di Avellino: Ariano Irpino, Bonito, Carife, Casalbore, Castel Baronia, Castelfranci, Flumeri, Fontanarosa, Frigento, Gesualdo, Greci, Grottaminarda, Lapio, Luogosano, Melito Irpino, Mirabella Eclano, Montaguto, Montecalvo Irpino, Montefusco, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Sant’Angelo all’Esca, Savignano Irpino, Scampitella, Sturno, Taurasi, Torella dei Lombardi, Torre le Nocelle, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Venticano, Villamaina, Villanova del Battista, Zungoli.

L’Oleificio Lo Conte utilizza un impianto certificato Biologico da “Suolo e Salute”.

L’Agricoltura Biologica è un metodo di produzione che mira:

  • a mantenere nel tempo la fertilità del terreno, riciclando rifiuti di origine vegetale e animale, al fine di restituire alla terra gli elementi nutritivi essenziali.
  • a coltivare senza l’uso di prodotti chimici e di OGM.
  • a ridurre e/o annullare ogni forma di inquinamento.
  • a manipolare i prodotti agricoli con grande attenzione ai metodi di trasformazione.

Proprio per questo, l’agricoltura Biologica dispone di un quadro normativo a livello nazionale e comunitario e quindi di un organo di controllo e di una certificazione che noi abbiamo acquisito.

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Olio Campano Extravergine D’Oliva DOP

Olio Campano DOP Irpinia Colline Ufita

Olio Extravergine d’oliva toscano

La Toscana olivicola è sicuramente un universo di peculiarità: territorio, varietà autoctone e cultura olivicola danno origine ad un prodotto tutto da scoprire.

L’olivo in questa regione è distribuito ovunque, dalla fascia costiera alle zone collinari, in un contesto ambientale variegato e con differenze micro ambientali che hanno condizionato nel tempo anche i comportamenti degli olivicoltori.

Questi fattori, insieme alla grande biodiversità (oltre 80 varietà di olivo autoctone classificate) contribuiscono alla  produzione di oli tipici dei quali è riconoscibile l’origine, ma caratterizzati da alcune differenze l’uno dall’altro.

Dal 1998 la produzione olearia toscana è tutelata da una Indicazione Geografica Protetta, il Toscano IGP, il cui disciplinare stabilisce che tutte le fasi del processo produttivo (produzione delle olive, frangitura e confezionamento) debbano avvenire all’interno del territorio amministrativo della Regione Toscana. Le varietà utilizzate sono tutte quelle autoctone, fra le quali ricordiamo frantoio, leccino, moraiolo, maurino, leccio del corno, pendolino e correggiolo.

L’olio si presenta normalmente di colore verde più o meno intenso nell’olio appena ottenuto che, con il passare del tempo, tende a virare verso il giallo, mantenendo comunque riflessi verdi.

All’olfatto ricorda profumi vegetali verdi con sensazioni finali rotonde, al gusto è sempre presente una nota amara più o meno evidente e sensazione di piccante.

Olio Extravergine d’oliva pugliese

L’olio d’oliva, da molti definito come “l’oro della Puglia”, è un alimento antico e prezioso come la terra dalla quale è generato; il frutto di un clima generoso, ma anche il risultato di grande lavoro e dedizione da parte di chi, con amore, coltiva e cura questi autentici monumenti della natura.

Le piante di olivo in Puglia sono quasi dieci milioni; gli oliveti tradizionali su terreni rocciosi e poverissimi, senza irrigazione, si alternano agli oliveti regali e irrigati. Per una maggiore uniformità dei parametri colturali, l’intera regione è stata divisa in nove zone: i parametri utilizzati riguardano le condizioni climatiche, il numero medio di piante per ettaro, la loro varietà e la produttività. La mancanza di acqua nelle zone degli oliveti, è compensata dalla presenza di conche, caverne, grotte, che assorbono l’acqua piovana, la quale a sua volta va ad alimentare una complessa rete idrica sotterranea.

Dal nord della Puglia sino all’estremità del tacco d’Italia, sono tante le estensioni di oliveti tra i quali, tuttavia, negli ultimi anni si stanno affermando le coltivazioni biologiche.

Gli ulivi secolari sono probabilmente il simbolo più conosciuto e diffuso della Puglia, sono i giganti delle campagne. Nella regione si contano oltre 60 milioni di ulivi di cui 15 milioni sono ultracentenari e cinque milioni sono considerati secolari monumentali e sottoposti a particolare tutela. Gli ulivi secolari, come quelli delle campagne di Ostuni o a Rodi Garganico, sono veri e propri monumenti viventi, da proteggere, conservare, difendere, perché ciò significa anche preservare quell’equilibrio di risorse, di flora, e di fauna, tipiche della zona.

Olio Extravergine d’oliva siciliano

La Sicilia produce un olio d’oliva extra vergine di ottima qualità. Anzi, per essere precisi, produce una vasta gamma di extra vergine di altissima qualità.
In questa fase storica l’obiettivo degli olivicoltori siciliani non deve essere quello di esportare il proprio prodotto nel resto d’Italia e, meno che mai, all’estero.

Gli olivicoltori siciliani, se vogliono guadagnare di più, debbono, in primo luogo, puntare al mercato interno, vendendo il proprio prodotto alle famiglie siciliane.
E debbono farlo valorizzando i mercati contadini, i mercati locali, incentivando i cittadini siciliani a recarsi, per acquistare l’olio extra vergine di oliva, anche nelle aziende e nei frantoi recuperando le tradizioni.

Si produce Olio Extravergine di Oliva esclusivamente da cultivar siciliane: Nocellara dell’Etna, Cerasuola, Tonda iblea, Moresca, Nerba e Biancolilla.