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OLIO DI OLIVA: COME SCEGLIERE QUELLO GIUSTO?

Pubblicato: 21 Giugno 2018 Categoria: Alimentazione e Salute

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L’olio d’oliva dal gusto delizioso e dalle sue qualità benefiche per la salute, protegge dalle malattie cardiache.

Ci sono molti oli di oliva presenti sul mercato, come faremo a selezionarne uno adatto alle nostre esigenze?

Sappiamo davvero come scegliere un olio di qualità?

Andiamo ora ad analizzare nel dettaglio ognuna delle differenze fra i tipi di olio di oliva:

  • Olio extra-vergine di oliva, chiamato anche Olio EVO, (l’acronimo coniato per indicare l’olio Extra Vergine di Oliva).
    Proviene dalla prima spremitura delle olive, contiene non più dello 0,8% di acidità, ed è considerato con un gusto superiore. Non ci può essere olio raffinato in quello extra vergine di oliva. Questo è il più sano, il migliore della gamma degli oli di oliva e dovrebbe essere l’olio che condisce le tue insalate.
  • Olio vergine di oliva.Il nome indica che quest’olio non ha subito alcun raffinamento; tuttavia, ha un tenore di acidità superiore (1-4%) rispetto a quello extra vergine, quindi conserva solo alcuni dei suoi aromi e sapori naturali.
  • Olio d’oliva.Questo è l’olio che si trova in abbondanza sugli scaffali dei supermercati. Di solito è un olio misto, composto di olio vergine di oliva mescolato con olio d’oliva raffinato, di qualità inferiore. La qualità e il prezzo dipendono molto dalla marca e dalla miscela. Adatto per la cottura.
  • Olio di sansa.Questo è l’olio di oliva molto raffinato, cioè il residuo che rimane una volta che si spreme l’oliva. È di bassa qualità e molto economico. Dovrebbe essere usato per prodotti di pulizia, piuttosto che per la cottura e il consumo alimentare.

Scegli l’Olio d’oliva confezionato in bottiglie scure

Nella conservazione dell’olio d’oliva il problema principale è l’irrancidimento, dovuto alle reazioni di degradazione ossidativa, accelerate dalla presenza di luce. Il colore scuro aiuta a prevenire l’ossidazione dell’olio, e quindi a far in modo di rallentare il processo di deterioramento e all’irrancidimento.

Anche la latta può essere un sistema valido di confezionamento, soprattutto perché negli anni la qualità della latta è migliorata: viene, infatti, realizzata in un unico metallo e senza saldature.

I consumatori devono imparare l’importanza di acquistare l’olio in contenitori dimensionati al loro utilizzo reale. È inutile prendere una Latta o una bottiglia da un litro se si è single e si mangia spesso fuori. Certo, si risparmia, ma alla fine si usa olio rancido. Una famiglia più numerosa che consuma molto olio lo può fare.

Evitare l’Olio a Basso Costo da supermercato

Bisogna non lasciarsi abbindolare dalle offerte low cost, leggere sempre l’etichetta, assaggiare l’olio crudo, apprezzandone l’aroma e il sapore e facendo un confronto tra una bottiglia a basso costo e una bottiglia di buona qualità: noterete subito che il sapore tipico dell’oliva e il suo gusto presentano delle notevoli differenze.

Se siete in dubbio e se la qualità dell’olio che acquistate di solito al supermercato non vi soddisfa, provate a rivolgervi direttamente ai produttori, visitate le aziende olivicole e chiedete di poter assaggiare i prodotti.

Leggere le etichette

Diffidate dalle etichette poco trasparenti, che presentano scritte minuscole e che sono poco chiare sull’origine dei prodotti. Le etichette devono indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto. Le etichette alimentari devono rispettare 3 caratteristiche fondamentali: devono essere chiare, leggibili e indelebili.

Per quanto riguarda l’olio extravergine, ad esempio, devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo.

Tutte le bottiglie di olio extravergine di oliva riportano sull’etichetta la scritta “Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”.

Scegliere olio d’oliva biologico

La certificazione BIO è sempre una garanzia, non tanto sulla qualità del prodotto, quanto sul fatto che sia sano. Comprare un olio extravergine biologico significa sapere che è frutto di un’agricoltura più naturale, in cui non sono stati usati prodotti chimici.

L’olio bio sarà di qualità superiore e non conterrà tracce di pesticidi e di sostanze potenzialmente dannose. Inoltre i grandi produttori di olio potrebbero ricorrere a correttori chimici per nascondere l’acidità dell’olio. Dunque scegliete olio extravergine preferibilmente proveniente da piccole aziende e bio.

Scegliere Olio d’Oliva Dop e Igp

Se volete davvero andare sul sicuro quindi scegliete olio extravergine d’oliva DOP o IGP che tutela e protegge dalle contraffazioni in tutta Europa.
Tutti i prodotti a marchio DOP o IGP devono rispettare un disciplinare ben preciso.

La sigla DOP significa denominazione di origine protetta e garantisce provenienza e caratteristiche di un olio. Un olio evo per avere il marchio dop deve rispondere a determinati criteri, peculiari per ogni dop e per ogni zona geografica, relativi anche alla provenienza e alla varietà di olive utilizzate.

L’olio certificato viene sottoposto a controlli organolettici sul prodotto e su tutta la filiera. Comprare un olio extravergine di oliva Dop significa sapere da dove vengono le olive, con la sicurezza di avere un olio 100% italiano. I disciplinari contengono norme in materia di coltivazione, raccolta e confezionamento dell’olio e devono essere rispettate rigorosamente.

Olio d’oliva spremuto a freddo

La spremitura a freddo consente di mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali e fisiche dell’olio extravergine di oliva, conservando intatte le proprietà e potenziando i benefici che ne derivano una volta consumato.

La prima spremitura a freddo fa riferimento alla temperatura della pasta delle olive frante, che non deve superare i 27° gradi nella fase di gramolatura (rimescolamento).

La frantumazione può avvenire secondo tecniche differenti: la prima (quella tradizionale) prevede la rotazione di grandi ruote di pietra (granito) sulle olive, che verranno pressate successivamente; la seconda invece prevede l’impiego di frangitori meccanici e decanter attraverso un metodo che potrebbe definirsi “continuo” perché privo di pause. Nell’ultimo caso è più corretto parlare di “estrazione a freddo” e si tratta del metodo più utilizzato perché consente di migliorare gli standard igienici dei prodotti e di andare incontro in modo ottimale ai bisogni dei consumatori e del mercato.

La prima spremitura a freddo consente di estrarre il contenuto presente nei frutti preservando la quantità di minerali, vitamine e sostanze ricche di proprietà antiossidanti per l’organismo. Le fasi principali sono: il lavaggio, la macinatura o la gramolatura, la pressatura, la centrifugazione e la filtrazione, sempre con metodi meccanici.

Cos’è quindi che rende la prima spremitura a freddo o estrazione a freddo un metodo tanto importante?


Si tratta di una scelta in grado di preservare l’essenza di un frutto e permette di produrre un alimento di qualità attraverso fasi produttive che hanno come finalità quella di esaltare le virtù dell’olio extravergine di oliva.