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Come scegliere il miglior olio d’oliva? Guida all’acquisto

Pubblicato: 13 Novembre 2019 Categoria: Alimentazione e Salute

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L’olio extravergine d’oliva, si sa, è uno degli ingredienti base su cui è incentrata la dieta mediterranea; grazie alle sue innumerevoli caratteristiche è infatti un vero elisir di lunga vita e un toccasana per l’organismo.
Ma come fare a scegliere quello giusto? Sappiamo davvero quali sono gli elementi di cui dobbiamo tener conto al momento dell’acquisto?
In quest’articolo vi forniremo proprio una serie di consigli per non rischiare di incorrere in una scelta sbagliata.

Olio d’oliva: cosa c’è da sapere?

La scelta di oli vegetali presenti sul mercato è molto vasta e ovviamente non tutti gli oli si equivalgono, sia in termini di proprietà organolettiche (che condizionano il gusto finale della pietanza che mangiamo) e sia in termini di effetti benefici sull’organismo.

E quindi, come orientarsi nella “giungla” del mercato oleario?

La prima cosa da fare è analizzare quali sono le principali differenze fra le diverse tipologie di olio di oliva:

  • Olio extra-vergine di oliva (più comunemente noto con l’acronimo EVO): proviene dalla prima spremitura delle olive, contiene non più dello 0,8% di acidità ed è considerato con un gusto superiore. L’olio EVO è così chiamato perché non ha subito alcun processo di raffinazione ed è, senza dubbio, il più salutare, il migliore della gamma degli oli di oliva pertanto dovrebbe essere l’olio che condisce le tue insalate.
  • Olio vergine di oliva: il nome indica che quest’olio non ha subito alcun raffinamento tuttavia, ha un tenore di acidità superiore (1-4%) rispetto a quello extra vergine, quindi conserva solo alcuni dei suoi aromi e sapori naturali.
  • Olio d’oliva: questo è l’olio che si trova in abbondanza sugli scaffali dei supermercati. Di solito è un olio misto, composto di olio vergine di oliva mescolato con olio d’oliva raffinato, di qualità inferiore. La qualità e il prezzo dipendono molto dalla marca e dalla miscela. Può essere adatto per la cottura ma si presta poco ai condimenti a crudo dal momento che ha perso la maggior parte delle proprietà organolettiche tipiche dell’EVO.
  • Olio di sansa: questo è un olio che ha subito molti processi di raffinazione, in pratica rappresenta ciò che resta dopo aver spremuto completamente l’oliva. È un prodotto di bassa qualità e molto economico. Dovrebbe essere usato per prodotti di pulizia, piuttosto che per la cottura e il consumo alimentare.

Consigli pratici per la scelta del migliore olio d’oliva

  1. Scegli l’Olio d’oliva confezionato in bottiglie scure: Nella conservazione dell’olio d’oliva il problema principale è l’irrancidimento, dovuto alle reazioni di degradazione ossidativa, accelerate dalla presenza di luce. Il colore scuro aiuta a prevenire l’ossidazione dell’olio, e quindi a far in modo di rallentare il processo di deterioramento e all’irrancidimento. Anche la latta può essere un sistema valido di confezionamento, soprattutto perché negli anni la qualità della latta è migliorata: viene, infatti, realizzata in un unico metallo e senza saldature. L’importante è anche comprare l’olio in contenitori dimensionati al loro utilizzo reale, ad esempio è inutile prendere una “confezione famiglia” se si è single e si mangia spesso fuori, sicuramente c’è un vantaggio  in termini di risparmio però alla fine si usa olio rancido
  2. Evitare l’Olio a Basso Costo da supermercato: Bisogna non lasciarsi abbindolare dalle offerte low cost, leggere sempre l’etichetta, assaggiare l’olio crudo, apprezzandone l’aroma e il sapore e, facendo un confronto tra una bottiglia a basso costo e una bottiglia di buona qualità, noterete subito la differenza del sapore e dell’odore tipico dell’olio extravergine d’oliva rispetto a un qualsiasi olio misto. Se siete in dubbio e se la qualità dell’olio che acquistate di solito al supermercato non vi soddisfa, provate a rivolgervi direttamente ai produttori, visitate le aziende olivicole e chiedete di poter assaggiare i prodotti.
  3. Leggere le etichette: Nel settore alimentare sapere leggere le etichette è una garanzia per l’acquisto di un prodotto di qualità. Diffidate dalle etichette poco trasparenti, che presentano scritte minuscole e che sono poco chiare sull’origine dei prodotti. Le etichette devono indicare bene marchio, processo produttivo, luogo di produzione e caratteristiche del prodotto. L’etichettatura dei prodotti alimentari deve rispettare 3 caratteristiche fondamentali: essere chiara, leggibile e indelebile. Per quanto riguarda l’olio extravergine, ad esempio, devono riportare nome del prodotto, denominazione di vendita, volume nominale e data di scadenza entro cui consumarlo.
  4. Scegliere olio d’oliva biologico: La certificazione BIO è sempre una garanzia, non tanto sulla qualità del prodotto, quanto sul fatto che sia sano. Comprare un olio extravergine biologico significa sapere che è frutto di un’agricoltura più naturale, in cui non sono stati usati prodotti chimici. L’olio bio sarà di qualità superiore e non conterrà tracce di pesticidi e di sostanze potenzialmente dannose. Inoltre i grandi produttori di olio potrebbero ricorrere a correttori chimici per nascondere l’acidità dell’olio. Dunque scegliete olio extravergine preferibilmente proveniente da piccole aziende e bio.
  5. Scegliere Olio d’Oliva Dop e Igp: Se volete davvero andare sul sicuro quindi scegliete olio extravergine d’oliva DOP o IGP che tutela e protegge dalle contraffazioni in tutta Europa. Tutti i prodotti a marchio DOP o IGP devono rispettare un disciplinare ben preciso. La sigla DOP significa Denominazione di Origine Protetta e garantisce provenienza e caratteristiche di un olio. Un olio evo per avere il marchio dop deve rispondere a determinati criteri, peculiari per ogni dop e per ogni zona geografica, relativi anche alla provenienza e alla varietà di olive utilizzate. L’olio certificato viene sottoposto a controlli organolettici sul prodotto e su tutta la filiera. Comprare un olio extravergine di oliva Dop significa sapere da dove vengono le olive, con la sicurezza di avere un olio 100% italiano. I disciplinari contengono norme in materia di coltivazione, raccolta e confezionamento dell’olio e devono essere rispettate rigorosamente.
  6. Olio d’oliva spremuto a freddo: La spremitura a freddo consente di mantenere inalterate le caratteristiche nutrizionali e fisiche dell’olio extravergine di oliva, conservando intatte le proprietà e potenziando i benefici che ne derivano una volta consumato. La prima spremitura a freddo fa riferimento alla temperatura della pasta delle olive frante, che non deve superare i 27° gradi nella fase di gramolatura (rimescolamento). La frantumazione può avvenire secondo tecniche differenti: la prima (quella tradizionale) prevede la rotazione di grandi ruote di pietra (granito) sulle olive, che verranno pressate successivamente; la seconda invece prevede l’impiego di frangitori meccanici e decanter attraverso un metodo che potrebbe definirsi “continuo” perché privo di pause. Nell’ultimo caso è più corretto parlare di “estrazione a freddo” e si tratta del metodo più utilizzato perché consente di migliorare gli standard igienici dei prodotti e di andare incontro in modo ottimale ai bisogni dei consumatori e del mercato. La prima spremitura a freddo consente di estrarre il contenuto presente nei frutti preservando la quantità di minerali, vitamine e sostanze ricche di proprietà antiossidanti per l’organismo. Le fasi principali sono: il lavaggio, la macinatura o la gramolatura, la pressatura, la centrifugazione e la filtrazione, sempre con metodi meccanici.

Tutte le bottiglie di olio extravergine di oliva riportano sull’etichetta la scritta “Olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”.

Cos’è quindi che rende la prima spremitura a freddo o estrazione a freddo un metodo tanto importante?

Si tratta di una scelta in grado di preservare l’essenza di un frutto e permette di produrre un alimento di qualità attraverso fasi produttive che hanno come finalità quella di esaltare le virtù dell’olio extravergine di oliva.

Vuoi sapere di più su come leggere l’etichetta dell’olio d’oliva?
Leggi anche >>> Olio extravergine di oliva: come leggere l’etichetta

Staff Contedoro