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OLIO EXTRA VERGINE, UN BENE PREZIOSO DA PROMUOVERE E VALORIZZARE

Pubblicato: 10 Aprile 2018 Categoria: Gli Eventi

Olio Extra Vergine, un bene prezioso da promuovere e valorizzare

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Il Ministero delle politiche agricole alimentari ha fatto tappa in Irpinia per promuovere e valorizzare un bene prezioso come il Ravece.
Cultura, approfondimento, promozione e valorizzazione dell’Olio Extra Vergine d’Oliva di alta qualità.
Continua la campagna di comunicazione istituzionale del MIPAAF  “Olio Extra Vergine.

La Sua Ricchezza. La Nostra Fortuna” iniziata un anno fa al salone Sol&Agrifood, all’interno di Vinitaly 2017.

Un lungo viaggio da Nord a Sud, passando per l’Irpinia, per incontrare produttori e ristoratori con l’intento di sensibilizzare i consumatori alla lettura dell’etichetta, per conoscere le caratteristiche nutrizionali, la varietà, l’origine e la tracciabilità di un prodotto italiano di eccellenza. Ruolo fondamentale di questo fantastico tour che ha unito idealmente le regioni del Bel Paese è stato quello dei Consorzi DOP che tutelano e promuovono il prodotto e della Strada dell’olio.

Un calendario di incontri fittissimo che ieri pomeriggio ha fatto tappa a Venticano presso l’oleificio Fam, azienda pluripremiata per il suo extra vergine d’oliva. A fare gli onori di casa il Presidente del Cosorzio Dop Irpinia Colline dell’Ufita, Michele Masucci che ha schierato le migliori declinazioni del Ravece in terra d’Irpinia. Presenti i produttori Fontana Madonna, Contedoro – Olio Lo Conte, Azienda Agricola Serluca Antonietta, Feudo Apiano – Angelo Silano, Barbieri Angelo Sas, Coprovol, Montuori, Oleificio Fam e A.I.P.O – Primoro.

Masucci ha spiegato le caratteristiche del territorio e della produzione locale che si contraddistingue dal resto d’Italia per questa oliva fortemente identitaria considerata preziosa e unica per le peculiari qualità organolettiche e i profumi che è in grado di sprigionare. “Siamo una Dop piccola – ha detto il presidente – ma le sue caratteristiche sono lampanti. Bene quindi le inziative come queste che ci permettono di uscire fuori dai nostri confini e diffondere la cultura del Ravece nel resto d’Italia”.

Ad arricchire l’appuntamento, Nello Di Marcantonio che ha introdotto la mission che si pone il Ministero delle politiche agricole alimentari: “Dobbiamo sensibilizzare il consumatore cercando di portare avanti lo stesso lavoro che è stato fatto col vino. L’olio extra vergine, al pari del vino racconta un territorio con la sua storia e la sua cultura. L’Irpinia non ha nulla da invidiare al resto d’Italia, anzi può contare sulla coltivazione del Ravece, un’antica cultivar di olivo che aggiunge profondità a qualsiasi piatto”.

Protagonista anche la professoressa Maria Luisa Ambrosini, esperta del settore che ha parlato di abbinamenti, proprietà organolettiche e utilizzo dell’extra-vergine: “Il ravece evoca sensazioni di freschezza, sprigiona profumi intensi che riflettono la sua terra d’appartenenza. La Dop Colline dell’Ufita si fonda su questa varietà per la quale le caratteristiche al consumo sono molto dettagliate a differenza della maggior parte delle Dop. C’è un grado di definizione del prodotto molto preciso, amaro sulla lingua e piccante sulle labbra. Il trionfo di profumi è evidente, al suo interno sono presenti quelle che chiamo molecole magiche. Il suo aroma può spaventare all’assaggio, ma in realtà siamo di fronte ad uno degli oli più preziosi che disponiamo in Italia, perfetto per abbinamenti culinari ricercati e di classe”.

Infine a dare il loro contibuto per la parentesi culinaria gli chef: Rosario Morra – Ristorante Taverna Colauri (Napoli); Salvatore Avallone, Ristorante Cetaria (Baronissi); Giovanni Mariconda, Ristorante Degusta (Avellino); Pellegrino Tolino, Ristorante La Vecchia Casa  (Forino). I cuochi hanno presentato  una speciale degustazione olio-cibo. 4 ricette ispirate alla tradizione gastronomica campana per esaltare in un intreccio di aromi, profumi e sapori, le memorabili consistenze di ingredienti tipici arricchiti dall’extra vergine dell’azienda Fam, un olio di altissima qualità che apporta ad ogni piatto quel tocco di personalità in più in grado di fare la differenza sul piano emotivo di chi l’assaggia.

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